Il decalogo dei ragazzi

28 Nov 2007 in: Lo sai che

Un /a ragazzo/a è:

I
Un conoscitore di due tipi di buona musica: ad alto volume e ad altissimo volume.

II

Un romantico che non si innamora più di una volta alla settimana.

III

Un ragazzo che riceve la paghetta il lunedì , la spende il martedì e la chiede in prestito il mercoledì al suo migliore amico.

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IL BANDITORE

24 Nov 2007 in: Lo sai che

Questa è una storia che appartiene alla gioventù di un tempo, alla generazione dei nostri padri . Intende sottolineare momenti della vita in cui sembrava di non possedere nulla ma in effetti si aveva tutto, si aveva l’inestimabile patrimonio di godere delle piccole cose che la vita offriva.
Ogni cosa ed ogni persona partecipava validamente al tranquillo trascorrere della vita di tutti i giorni.
Era un’epoca più genuina, e il nostro Paese traboccava di personaggi singolari, che con le loro gesta, le loro grida e le loro voci rozze erano diventati i migliori protagonisti di pettegolezzi che si intrecciavano tra i commenti della gente.
Oggi per me meritano un posto di riconoscenza nella storia, perché in momenti della vita si è indotti a rievocare episodi del passato, almeno per fare un paragone tra la vita più pura di un tempo e quella di oggi insaziabile e perché quindi non rivolgere il pensiero a vecchie abitudini, a vecchi mestieri da tempo scomparsi.
Un vecchio mestiere era proprio quello del banditore.
Si ricordano maggiormente a tal proposito le persone di “ MEST AGGIDJ ” e di “ TONN’ U’ SACRSTAN’ “e non so se ce ne sono da ricordare altre che li hanno preceduti.
Questo lavoro di banditore era affidato ad una singola persona, alle dipendenze sia dei privati sia delle Autorità comunali.
Per darvi un’idea del suo lavoro, la sua figura oggi è stata sostituita dai mezzi di divulgazione.
Il suo compito non richiedeva sforzi fisici , né molta capacità intellettiva, ma solo voce e furberia.
Impiegava la sua giornata lavorativa nel girare per i centri abitati raccogliendo l’attenzione della gente.
Armato di una trombetta annunciava il suo arrivo, poi iniziavano le grida, sì da poter essere udito anche da duri di orecchio :
“ Aprit’ l’ recchj ‘ ca a radj’ na’ volt’ cant’, po’ nan ‘sciat’ dscen’ c’ è dit’ u’ ban’ .
L’informatore era il suo lavoro, doveva creare notorietà ad un prodotto, doveva richiamare l’attenzione ad un ordinamento emesso da autorità amministrative.
Avvertiva, per dirne una , che “dret o mur” , luogo di mercato, erano giunti i venditori di ortaggi, frutta, pesce, comunicava persino la data ed il luogo di qualche manifestazione o avvenimento cittadino, se magari per guasti alle infrastrutture, la popolazione poteva essere privata di acqua , luce……
La sua esistenza era diventata ormai una istituzione e costituiva il solo mezzo di comunicazione ecco perché chi ne aveva bisogno confidava in lui ,nella persona del banditore che non offriva il suo lavoro se non prima aver ricevuto una giusta ricompensa.
Dava notizie di fatti e di cose che interessavano la popolazione.
Chi accorreva maggiormente al suo passaggio e prestava attenzione alle sue grida erano le donne.
Veniva esclusa la necessità di apprendere notizie dai giornali che allora erano alla portata di pochi lettori.

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Z’ UEL’

19 Nov 2007 in: Arte

Di fronte ad un panorama culturale pressato da altri scenari di rilevanza prendo come iniziativa la stesura di questo articolo che deve ridare voce ad un momento storico ammutolito, non sapendo se il suo destino era questo o se qualcuno si è impegnato a cambiarlo. Voglio abbattere le barriere fisiche, andando alla ricerca di qualcosa che nei tempi passati rivestiva significati che oggi avrebbe dato molto al di là di una pur lodevole, ma generica azione promozionale ,parlo dell’artigianato nel nostro Paese. Bastava interrogare o solo conservare il passato , quel passato delle arti e dei mestieri per far risalire il giovane alle sue vere radici e origini. Soltanto così potremmo meglio comprendere la storia dell’evoluzione che non è scritta solo dagli eroi e dalle loro gesta altisonanti ma anche e soprattutto da piccoli e tenaci figure della quotidianità locale passata Per fortuna che abbiamo i nonni!!! Ho avuto la volontà di far riappropriare di un giusto valore la memoria che ho di un noto ma ormai scomparso “attore “nella produzione della ceramica, sicuramente dimenticato da chi poteva fare qualcosa, per rendere motivata la consapevolezza che noi abbiamo bisogno anche dei vecchi valori e delle tradizioni.

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Il bel mondo del lavoro

19 Nov 2007 in: Lavoro

Questo è uno sfogo personale.
Voglio parlare della società in cui viviamo, ma non farò la “nonna” della situazione, dicendovi che non ci sono più le cose di una volta, che il mondo è cambiato, che corrono brutti tempi,  i peggiori che si siano mai avuti, anche perchè non la penso proprio così…
Io voglio parlare del lavoro, che ormai è diventato un vero e proprio problema.  Secondo me, infatti, la mancanza di lavoro costituisce oggi uno dei più grandi mali della nostra società. Non starò qui a trascrivervi statistiche su statistiche perchè sarebbe del tutto superfluo dato che questo è un problema che riguarda un po’tutti, purtroppo. Scrivo pensando semplicemente all’eperienza di una persona a me molto vicina, che, mio malgrado, non credo costituisca un’eccezione. Penso che l’eccezione sia personificata da quei pochi fortunati che hanno un lavoro fisso.
Oggi come oggi la stragrande maggioranza dei datori di lavoro ricorrono a contratti a tempo determinato, anzi, determinatissimo direi. Se vogliamo parlare di quelli che ti fanno un contratto, perchè ce ne sono molti che non ti ingaggiano neppure! Ma non do la colpa a loro: molti vorrebbero farlo, ma con i costi che comporta assumere un dipendente finiscono per non farlo mai, perchè questo significherebbe aumentare il prezzo del prodotto che offrono e quindi verrebbero inevitabilmente spazzati via dalla concorrenza. Per non parlare dell’impresa di aprire un’attività: se vuoi fare tutto secondo norma, non te la apri più.
Lungi dall’essere un discorso politico, me la prendo con gli uomini di potere, di ogni schieramento, che continuano a non fare niente per migliorare la situazione (anzi…) e che si preoccupano solo di criticarci perchè a trent’anni viviamo ancora a casa dei genitori. Dovrebbero spiegarcelo loro come si fa a diventare indipendenti da mamma e papà senza una benchè minima sicurezza economica! E sì, giustamente, oltre al danno, la beffa!! Ma che cosa ci aspettiamo?! Non sono mica loro che vanno a fare la spesa e che devono fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese! Loro vedono solo il loro conto aumentare di migliaia di euro al mese. E pensare che secoli e secoli fa chi faceva politica non era neppure pagato…
Guardando al passato, chi non sa riconoscere le ingiustizie? Quando si parla del presente, invece, non ci si accorge che succede esattamente la stessa cosa? I ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, anche perchè spesso chi rispetta le leggi è già povero e chi non lo fa è già ricco.
Sono molto amareggiata e, come vi ho detto all’inizio, il mio è uno sfogo e non può che essere un semplice sfogo, che va a sommarsi a quelli di tanti altri e insieme a questi rimarrà lì, dimenticato, fino a quando qualcuno inizierà a mettersi davvero nei panni della gente comune e si rimboccherà realmente le maniche per fare qualcosa di buono per tutti.

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Wi-MAX come strumento di Libertà!

17 Nov 2007 in: Tecnologia

Innanzitutto…cos’è il Wi-MAX?

Il WiMAX (acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access) è una tecnologia che consente l’accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili (BWA - Broadband Wireless Access). Leggi il resto dell’articolo »

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3 set 2010  
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admin: grazie nicola68 e bentornato :wink:

nicola68: complimenti per le vostre belle iniziative e grazie perchè a noi che siamo lontani con le vostre notizie e i vostri aggiornamenti ci fate sentire la lontananza un po piu vicina

admin: Benvenuto Salvatore De!

admin: aggiunta una nuova galleria fotografica. grazie rozzlakaps! :wink:

admin: bentornato buonleo

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