Tutta un altra musica!

23 Feb 2008 in: Musica

Inevitabilmente e inesorabilmente anche quest’anno ritorna SANREMO.
Da amante della musica (…alternativa) mi aspetto ogni volta qualcosa di diverso e nuovo…indimenticabile l’anno in cui si presentarono e vinsero i Subsonica con “Tutti i miei sbagli”.
E invece ancora una delusione, ad iniziare dai presentatori: Baudo e Chiambretti, “una doppia conduzione maschile del tutto inedita” c’è scritto sul sito del festival…ma stiamo scherzando! Non ne posso più di vedere Pippo Baudo in tv; è diventato come Maria de Filippo su canale 5.
Sarà pure una manifestazione italiana importante, ma il Festival di Sanremo necessità di rinnovamento iniziando dal conduttore: c’è un certo Fiorello, a mio avviso il miglior presentatore e show man in casa RAI, puntualmente dimenticato. Sanremo partirà il 25 febbraio per terminare il 1 marzo e in televisione non si parlerà d’altro. Degna di nota è la presenza di Eugenio Bennato con “Grande Sud” (bellissimo il suo concerto a Grottole nell’estate 2006), di Frankie Hi-NRG con “Rivoluzione”, ma Toto Cutugno, Zarrillo, Little Tony? …Basta!

Una interessante alternativa al solito Festival c’è e ha un nome: Arezzo Wave, ora Italia Wave Festival. Con 2385 tra gruppi e dj in gara, il record assoluto di iscrizioni nella lunga storia del concorso, iniziano in questi giorni le selezioni live di Italia Wave Band 2008 che continueranno nei mesi di febbraio e marzo e si concluderanno con le Finali Regionali che si svolgeranno nelle prime due settimane di Aprile.

Arezzo Wave è un festival incentrato principalmente sulla musica rock che si tiene annualmente ad Arezzo nei primi giorni di luglio dal 1987. Nato esclusivamente come rampa di lancio per i giovani gruppi rock italiani, nella versione attuale dura 6 giorni ed è interamente ad ingresso gratuito (solo nell’edizione 2006 l’ingresso al palco principale dopo le 21.15 è stato subordinato al pagamento di 5 €). Negli ultimi anni il festival ha moltiplicato il numero di palchi nella città ed ospitato un numero sempre più crescente di attività culturali extramusicali.
L’anno scorso l’Arezzo Wave ha compiuto 20 anni. Ora, con il nome di Italia Wave, si è spostato a Sesto Fiorentino (FI) e si svolge dal 17 al 22 luglio.
In palio oltre l’esibizione sui palchi del Festival organizzato dalla Fondazione Arezzo Wave Italia a luglio 2008, due giorni di registrazione in studio ed i premi fAWI (del valore di 500 €) per le migliori band nelle categorie Rock, Etno/Canzone e Urban.

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I giovani e la tecnologia

22 Feb 2008 in: Tecnologia

Ieri ho visto una cosa ridicola… ridicola per il primo minuto! Poi mi ha fatto riflettere…
Vi racconto: ero in un luogo pubblico (preferisco non precisare) e ad un certo punto entrano una signora e sua figlia. Vengono verso di me perchè al mio fianco era seduta una loro parente. La mia attenzione cade sulla ragazzina: ciò che da lontano sembrava uno di quei collarini per cellulare era in realtà un paio di cuffie. Difficile non capirlo dato che il volume era altissimo (alle 8,30 del mattino!!). Era ridicolo vedere una ragazza così piccola impegnarsi a “fare la grande”. Sua madre le faceva segno di togliersi le cuffie e lei prendeva dalla tasca il suo iPod. A quel punto mi sono detta: “Adesso lo spegnerà”; e invece lei cambiava canzone. La ragazzina se ne stava lì, lontana da tutti, ignorando quasi completamente sua madre, con lo sguardo basso… e il volume altissimo!
Allora ho iniziato a pensare…
È proprio vero che i ragazzi di oggi sono diversi, sono “avanti”, come si suol dire; sono così “avanti” che non aspettano di essere isolati, cosa che fino a pochissimi anni fa era sentita come un problema: si isolano da soli.
Credevo, e speravo, di no, ma questo genere di mode è arrivato anche nel nostro paese. E pensare che i nostri nonni quando ci vedevano i primi tempi con il cellulare in mano ci rimproveravano; ma almeno il cellulare serve a comunicare! E non sto parlando solo dell’aspetto più pratico, ma anche di quello più superficiale,o apparentemente tale, che consiste nel mandare un SMS o fare semplicemente uno squillo. Quale tipo di relazione, invece, si sviluppa grazie ad un iPod ascoltato in un luogo pubblico o mentre si cammina per strada? Io penso nessuna, visto che la signora di ieri, per richiamare l’attenzione di sua figlia, era costretta a darle dei piccoli calci alle scarpe!
Ricordo che i nostri genitori, miei e delle mie amiche, non volevano, per esempio, che ascoltassimo il walkman mentre andavamo in bici. E a noi si parlava di walkman e non di iPod che raggiungono non so quanti Hz, per cui dietro di te può esserci anche un tir, che sta suonando il clacson per avvisarti della sua presenza, ma tu non lo senti.
Ma il problema non è solo l’ iPod. Vorrei, per esempio, che qualcuno mi spiegasse la moda di camminare per strada con il cellulare appeso al collarino con il lettore mp3 acceso: volete per caso una colonna sonora per la vostra passeggiata? Non che io ce l’abbia con la tecnologia, anzi; mi lamento dell’uso sbagliato che se ne fa il più delle volte. A mio parere, il problema è che i genitori sono ancora incapaci di confrontarsi con questi nuovi arnesi.
Speriamo almeno che i genitori di domani sappiano educare i propri figli anche sotto questo apetto…

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Il lavoro del futuro

19 Feb 2008 in: Lavoro

In un periodo storico di grande disoccupazionecome quello attuale molti guardano al telelavoro soprattutto come nuova opportunità per risolvere il problema della disoccupazione. ll telelavoro consiste nel l’utilizzo di strumenti informatici e l’esistenza di una certa distanza fisica tra il telelavoratore e la sede dell’impresa.

Il telalavoro, annullando le distanza fisiche tra datore di lavoro e lavoratore, può permettere al disoccupato di cercare lavoro anche oltre i limiti geografici della propria città o della propria regione, senza rinunciare alle relazioni con la famiglia, gli amici e alle altre attività sociali in cui è inserito. Il riscorso al telelavoro può anche essere una strada per rilanciare l’occupazione e l’economia delle aree depresse del nostro paese. Questa tipologia di lavoro nel meridione e nelle aree montane rurali può contribuire a combattere lo spopolamento e il declino economico di queste zone. Può permettere alle imprese del Nord di guardare al Sud come bacino occupazionale immediatamente accessibile. Il telelavoratore del Sud può operare per l’impresa del Nord senza dover trasferire il proprio domicilio in prossimità della sede dell’impresa. Questo fatto riduce le barriere alla mobilità dei lavoratori e può favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro a livello nazionale. Il telelavoro può inoltre favorire il decongestionamento dei centri urbani e la riduzione dell’inquinamento, consentendo il trasferimento dei lavoratori nelle aree desiderate e permettendo il ritorno degli emigrati nelle zone di origine. Quest’ultimo fenomeno può operare come importante fattore di agglomerazione sociale in grado di favorire la nascita di attività commerciali, industriali e turistiche. Vi è però anche l’altra faccia della medaglia. Il telelavoro, proprio per la sua caratteristica di annullare le distanza fisiche tra impresa e lavoratore, può indurre le prime a ricercare personale qualificato anche all’estero, dove i costi della manodopera sono più bassi che in Italia. Questa strategia è adottata da tempo dalle imprese informatiche americane, ma anche da compagnie aeree e da banche europee. Vengono delocalizzate fasi di un ciclo produttivo che implicano operazioni di trasferimento e trattamento delle informazioni.

I governi di alcuni paesi in via di sviluppo stanno prestando particolare attenzione al settore dell’informatica e delle telecomunicazioni in vista di uno sviluppo economico che passi per il settore dei servizi saltando il passaggio intermedio dall’agricoltura all’industria. Dunque, se il telelavoro offre nuove possibilità ai disoccupati, diviene anche lo strumento con cui le imprese ricorrono più agevolmente alla manodopera qualificata estera. A differenza di un abito, di un paio di scarpe o di un macchinario, l’informazione può essere scambiata da un capo all’altro del mondo senza controlli doganali e senza dazi da pagare. Il commercio mondiale di “conoscenza” diverrà uno dei grandi business del futuro e i paesi che otterranno i maggiori benefici saranno quelli che investiranno nella formazione tecnica dei giovani e nella riqualificazione della forza lavoro inutilizzata. Di fronte a questa prospettiva i governi sono chiamati a promuovere programmi di istruzione a vari livelli per favorire l’avvicinamento dei giovani e dei disoccupati in genere all’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche, la riconversione dei lavoratori in mobilità, l’aggiornamento continuo dei lavoratori. Una delle opportunità generate dal telelavoro è il reinserimento nel mondo del lavoro da parte di alcune fasce disagiate della popolazione. Primi fra tutti i disabili, che, trovando serie difficoltà ad essere accompagnate in ufficio a lavorare nelle postazioni di lavoro standard, possono trovare nel lavoro domiciliare l’occasione per un impiego adatto alle loro capacità ed aspirazioni. In secondo luogo tutte quelle persone che, per via dell’esigenza di accudire la famiglia, non possono trovare il tempo per svolgere un lavoro fuori dalla propria casa. Grazie al telelavoro domiciliare, molte delle incompatibilità tra esigenze familiari ed esigenze professionali vengono meno e anche chi non può abbandonare la propria abitazione nell’arco della giornata può raggiungere un maggior grado di libertà nella gestione della vita professionale.

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Notizie dalla Basilicata

5 Feb 2012  

Notizie dall'Italia

5 Feb 2012  

Un rubinetto di risparmi

15 Feb 2008 in: Lo sai che

Il senso di queste pagine è offrire idee a portata di mano per risparmiare sia su piccole sia su grandi cose.

La famiglia presa in questione sarà la famiglia SpendoBene.Che fatica i pacchi di acqua minerale. Già, perché prima di berla il buon Spendobene deve prendere la sua auto, andare al supermercato, fare la spesa, poi la fila per tornare a casa e, infine, la faticaccia di portare le bottiglie a casa. E meno male che c’è l’ascensore.

Un po’ per pigrizia, un po’ per curiosità, la signora Spendobene decide un bel giorno di capirci qualcosa, magari c’è una soluzione alternativa, magari può trovare qualcuno che faccia la consegna a domicilio delle casse di acqua. E invece, girando su Internet, scopre che per qualche misterioso motivo gli Italiani sono i maggiori consumatori al mondo di acqua minerale, ne bevono più di 190 litri a testa ogni anno, quasi il doppio degli altri europei, e alimentano un giro di affari da 3,2 miliardi di euro.

E non c’è scampo, nel nostro paese il 98% delle persone fanno uso acqua in bottiglia. A quel punto la signora Spendobene accantona la ricerca della consegna a domicilio e inizia a concentrarsi su ben altro. Legge che l’Italia è ricchissima di acqua, che le nostre acque del rubinetto sono, nella stragrande maggioranza dei casi, molto pulite e molto controllate. Per fare un esempio, l’acqua del rubinetto di Venezia passa attraverso 4.400 analisi. Già, il rubinetto! Non ci aveva mai pensato.

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SAN VALENTINO

13 Feb 2008 in: Eventi

I bimbi diventavano adolescenti….
I criteri di allora associavano a questa fase l’inizio dei problemi che ogni giovane doveva affrontare, dato che della sessualità era meglio non parlare!
COn ogni tentativo da parte dei più grandi di proibizione severa, le manifestazioni connesse alla natura dell’”uomo” facevano comunque il loro corso.
Prima della pubertà i bambini e le bambine potevano tranquillamnte giocare insieme, poi avveniva l’assoluto distacco.
Ragazzi e ragazze erano sottoposti all’occhio vigile della gente, tale oppressione scaturiva solo curiosità verso l’alrto sesso.
Inevitabili simpatie, si trasformavano in amore i cui rapporti erano limitati a sguardi reciproci o a bigliettini recapitati furtivamente.
c’era comunque chi riusciva ad andare più in là, incontri fugaci nei viottoli, nelle stardine non frequentate, lontano da ochhi indiscreti della gente che non vedeva l’ora di “bollare” irrimediabilmente la ragazza sorpresa in sotterfugi amorosi.
La notizia arrivata così ai genitori, comprometteva la fiducia nella proria figlia che, riceveva severe punizioni anche corporali.
Alla ragazza era proibito uscire se non solo in compagnia di qualcuno di famiglia (madre, zia, fratello maggiore).Questo è vero infatti mia madre e penso così tante altre donne di oggi, hanno vissuto quegli anni e quella realtà culturale.
Racconta mia madre che la sua richiesta di uscire di casa scaturiva liti tra i suoi genitori, che terminavano nel momento in cui mia madre accettava di uscire solo se accompagnata da suo fratello, in modo che potesse controllare la situazione, tutto era più tranquillo, e soprattutto la gente non poteva spettegolare.
Non era una bella età per i giovani, come per le ragazze anche il ragazzo aveva i suoi limiti.
Vivevano una vita di sotterfugi e paura, prudenza e segreti.
Erano i genitori ch eavevano l’estremo controllo sui propri figli, frequentare un ragazzo, comprometteva l’assoluta necessità, e la sicurezza di doverlo sposare.
Metodo di giudizio per dare il consenso alla propria figlia di frequentare un ragazzo, era pesare la sua onestà, la dignità della famiglia, ma soprattutto la situazione economica.
oggi il comportamento dei giovani e delle famiglie, in relazione alla sfera sessuale e morale è camnbiato totalmente per l’influenza della cultura.
Come si fa quindi nella spensieratezza di oggi, a non voler festeggiare il giorno 14 febbraio, la festa degli innamorati?
E’ una festa pagana anche se c’è di mezzo un Santo, e ogni anno si confrontano schieramenti di pensiero diversi, chi la considera una festa inutile,una festa di business, puramrnte legata ai regali, e chi più degli altri giorni vuol essere coccolato e teneramente restare il più a lungo agganciato al cuore del partner.
Poi oggi CI SONO gli scienziati che freddano la complicità amorosa con la scoperta che fra dieci anni la donna potrà fecondarsi da sola.

COME SI E’ ARRIVATI A FESTEGGIARE GLI INNAMORATI E PERCHè DICESI IL GIORNO DI sAN vALENTINIO?

La festa di s. Valentino ha una sua storia.Eccola.
Il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano (perla fertilità), è l’ origine della festa degli innamorati.
I nomi delle donne e degli uomini che adoravano il Dio dell afertilità venivano messi in un’urna e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso.
L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.
Distinto a mettere un termine a questa vecchia pratica, i padri della Chiesa hanno cercato un santo “degli innamorati” per sostituire il deleterio Dio della fertilità.
Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima, amico dei giovani amanti e autore di numerosi miracoli.
Si guadagna l’appellativo di Santo protettore degli innamorati o “santo dell’amore” quando celebra il matrimonio fra il legionario romano Sabino ed una giovane cristiana Serapia. San Valentino muore il 14 febbraio 273 perchè fatto uccidere, la sua colpa è quella di aver sostituito con un sacramento religioso cristiano l’antico rito pagano della festa della fertilità.
La notorietà internazionale di San Valentino si deve alla leggenda, nata nei paesi anglosassoni, secondo la quale egli fosse solito donare ai giovani suoi visitatori un fiore del suo giardino. Tra due di questi giovani nacque un amore che portò ad un unione tanto felice che molte altre coppie seguirono il loro esempio, a tal punto da indurre il Santo a dedicare un giorno dell’anno ad una benedizionegenerale per gli innamorati.

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Al cinema oggi...

5 Feb 2012  
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Diceva mio nonno...

“Ci’ non vol’ fa’ ‘u migghjj, fasc’ ‘u migghjj è ‘u m-gghiar’.”
Chi rimanda una cosa da fare, dovrà farne il doppio




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admin: Benvenuto Salvatore De!

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