Nella serata dello scorso sabato anche Grottole ha celebrato i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia con un convegno tenutosi nel chiostro del convento dei Frati Domenicani. L’incontro è stato organizzato dall’ “AIDE” di Grottole che si è preposta di offrire alla cittadinanza un dibattito culturale il cui oggetto è stato proprio il ruolo di Grottole e dei grottolesi nelle varie tappe che, nel corso degli anni del diciannovesimo secolo, hanno portato alla definitiva unità della nazione.
La serata è stata organizzata in modo tale da coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini nell’analisi dei fatti, in modo particolare di giovani: sono stati infatti alcuni ragazzi del paese a raccontare i vari eventi storici evidenziando, quindi, le insorgenze di quei grottolesi appartenenti soprattutto dei ceti più alti della società che hanno potuto lasciare delle fonti con dati certi sugli eventi.
La parte storica della ricostruzione locale è stata curata da Giovanni Quaranta, che ha voluto ancora una volta mettere a disposizione della cittadinanza i risultati delle ricerche storiche condotte in diversi anni nei vari archivi di Grottole, Matera, Potenza e Napoli. Sono state percorse le varie tappe, partendo dal lontano 1799 (Repubblica napoletana), per poi giungere ai moti del 1848, all’attentato al Re di Napoli del 1856, alla battaglia del Volturno del 1860 e concludendo con la III guerra d’indipendenza, del 1866, e la “breccia di Porta Pia” a Roma con la conseguente presa della capitale nel settembre delAIDE 1870.
L’analisi storica ha potuto illustrare ai presenti brevi biografie di grottolesi: Gerardo Guerrieri, tra i pochi sopravvissuti del Fortino di Vigliena; i fratelli Oronzo e Giuseppe Spinazzola, attivi nel 1848; Vitangelo Tangor, tra gli attentatori del re di Napoli nel ’56. Nei vari avvenimenti sopracitati, Grottole ha dato nel proprio piccolo il proprio contributo di uomini, rispondendo sempre “presente” ai moti di rivolta nazionali.
Inoltre, dopo gli interventi di Francesca Onorati, Emilio Lotito, Mariana Smaldone e Domenico Capobianco che hanno illustrato le varie vicende degli eventi storici sopracitati, sono intervenuti anche il sindaco, Angelo De Vito, la presidente “AIDE”, Pina Allegretti, e l’assessore provinciale Domenico Smaldone che, invece, hanno incentrato il discorso su come ancora oggi è possibile poter discutere di tematiche che sono riconducibili nel tempo sino all’unificazione nazionale.
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