In questi giorni vi sentite strani, stanchi o comunque incontrate difficoltà nel seguire i soliti ritmi? Tutta colpa dello spostamento di lancette di domenica! Magari non ci abbiamo dato peso, soprattutto perchè l’ora ci veniva data, e non tolta, e magari eravamo anche felici di poter dormire più del solito… Ma vediamo di scoprire qualcosa in più sull’ora legale e sull’ora solare.
Per ora legale o ora estiva s’intende l’ora locale che una nazione sceglie di adottare per una parte dell’anno, spostando l’orario in avanti di sessanta minuti. L’ora legale scatta l’ultima domenica di marzo, l’ora solare l’ultima di ottobre. Si ricorre all’ora legale ai fini del risparmio energetico, sfrutttando, quindi, al massimo la luce del giorno.
Fu Benjamin Franklin nel 1784 ad esporre ai francesi le proprie riflessioni sul risparmio dell’energia, riflessioni che non ebbero una grande eco. Diversa fortuna ebbe circa un secolo dopo l’idea dell’inglese William Willet, che portò nel 1916 al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette. La novità arrivò nello stesso anno anche in Italia, anche se si ricorse all’ora legale a fasi alterne, soprattutto nei periodi di guerra, in cui il risparmio energetico era fondamentale, e nei periodi di crisi energetica. Solo nel 1996 il sistema dell’ora legale è stato adottato in maniera definitiva.
Per quanto riguarda il resto del mondo, non si rispettano ovunque le stesse regole. In Europa vi è una direttiva che regola lo spostamento delle lancette in maniera omogenea in tutti gli Stati appartenenti alla Comunità Europea.; nell’emisfero australe l’ora legale segue ovviamente un calendario opposto al nostro( l’ora legale è in vigore dalla fine di ottobre alla fine di marzo); in Africa ed in Asia è scarsamente usata.
A condurre una ricerca sulle conseguenze del passaggio dall’ora solare all’ora legale e viceversa è stato il Professor Derk Jan Dijk, direttore del Sleep Centre presso l’Università del Surrey, in Gran Bretagna. Il Professor Dijk paragona la situazione che si vive quando si cambia l’orario al jet- lag, affermando che è più facile abituarsi, dopo ore e ore di volo in aereo, ad un fuso orario diverso e non al passaggio da un tipo di ora ad un altro rimanendo nello stesso luogo. Quando si viaggia il nostro corpo non s’imbatte solo in un diverso andamento astronomico, ma anche in un ambiente diverso; quando si hanno le variazioni delle ore solare e legale, invece, l’ambiente non muta, il corpo non riceve dall’esterno segnali che qualcosa sia cambiato, ma si vede costretto a cambiare i propri ritmi. Il problema è che bisogna spostare altre lancette, quelle dell’orologio biologico! I disturbi che si possono avvertire in questi giorni sono dovuti proprio allo sfasamento forzato di quest’orologio. Esso è guidato da tre elementi: la melatonina, un ormone che viene prodotto di notte e che regola i cicli di sveglia; il cortisolo, l’ormone che regola la pressione sanguigna in modo che sia più elevata al mattino e che cali la sera; la temperatura corporea, che scende ai livelli minimi quattro ore circa dopo che ci si è addormentati. Essendo stato alterato il ciclo del sonno, si è alterato tutto il sistema che vi ruota attorno. Molti risentono di fastidiosi disturbi anche per due settimane dopo il cambiamento d’orario… Buona fortuna!!
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“Non sia majj ‘na jrann-nàt, s’acchjj bbuon’ ci l’è arr-pat’.”
Se per disgrazia viene giù una grandinata, si troverà bene chi avrà messo qualcosa da parte.
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