Abufina era la più bella e sfortunata ragazza vissuta al castello.
Un giorno ricamava seduta seduta accanto alla finestra del torrione e pensava al suo amato Selepino, che combatteva in terra lontana, quando udì lo scalpitio di un cavallo.
Era il suo amore, che la invitava a scendere dal castello.
Abufina partì, ma il bianco cavallo nel guardare il Basento si impennò e la fanciulla caddè nel fiume.
Suo padre in onore della figlia fece murare la finestra dalla quale Abufina era solita affacciarsi in attesa del suo amato.
Vi collocò anche una lapide con su scritto: “ad Abufina la Bella, che corse, cui fu dolce questa torre che fu tua dimora morire d’amore; parli sempre alle genti di te. Ogni amante ti porga un saluto e ti stringa al suo cuore l’amata…”
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“Sparagn’ apprim’ quann’ ‘u tin è kjjin’, quann’ è arr-vat’ ò t-mbagn, non p-nzà kkiù ò sparagn”
Risparmia quando il tino è pieno, quando è arrivato al fondo…è inutile che pensi più al risparmio
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