Questa è una storia che appartiene alla gioventù di un tempo, alla generazione dei nostri padri . Intende sottolineare momenti della vita in cui sembrava di non possedere nulla ma in effetti si aveva tutto, si aveva l’inestimabile patrimonio di godere delle piccole cose che la vita offriva.
Ogni cosa ed ogni persona partecipava validamente al tranquillo trascorrere della vita di tutti i giorni.
Era un’epoca più genuina, e il nostro Paese traboccava di personaggi singolari, che con le loro gesta, le loro grida e le loro voci rozze erano diventati i migliori protagonisti di pettegolezzi che si intrecciavano tra i commenti della gente.
Oggi per me meritano un posto di riconoscenza nella storia, perché in momenti della vita si è indotti a rievocare episodi del passato, almeno per fare un paragone tra la vita più pura di un tempo e quella di oggi insaziabile e perché quindi non rivolgere il pensiero a vecchie abitudini, a vecchi mestieri da tempo scomparsi.
Un vecchio mestiere era proprio quello del banditore.
Si ricordano maggiormente a tal proposito le persone di “ MEST AGGIDJ ” e di “ TONN’ U’ SACRSTAN’ “e non so se ce ne sono da ricordare altre che li hanno preceduti.
Questo lavoro di banditore era affidato ad una singola persona, alle dipendenze sia dei privati sia delle Autorità comunali.
Per darvi un’idea del suo lavoro, la sua figura oggi è stata sostituita dai mezzi di divulgazione.
Il suo compito non richiedeva sforzi fisici , né molta capacità intellettiva, ma solo voce e furberia.
Impiegava la sua giornata lavorativa nel girare per i centri abitati raccogliendo l’attenzione della gente.
Armato di una trombetta annunciava il suo arrivo, poi iniziavano le grida, sì da poter essere udito anche da duri di orecchio :
“ Aprit’ l’ recchj ‘ ca a radj’ na’ volt’ cant’, po’ nan ‘sciat’ dscen’ c’ è dit’ u’ ban’ .
L’informatore era il suo lavoro, doveva creare notorietà ad un prodotto, doveva richiamare l’attenzione ad un ordinamento emesso da autorità amministrative.
Avvertiva, per dirne una , che “dret o mur” , luogo di mercato, erano giunti i venditori di ortaggi, frutta, pesce, comunicava persino la data ed il luogo di qualche manifestazione o avvenimento cittadino, se magari per guasti alle infrastrutture, la popolazione poteva essere privata di acqua , luce……
La sua esistenza era diventata ormai una istituzione e costituiva il solo mezzo di comunicazione ecco perché chi ne aveva bisogno confidava in lui ,nella persona del banditore che non offriva il suo lavoro se non prima aver ricevuto una giusta ricompensa.
Dava notizie di fatti e di cose che interessavano la popolazione.
Chi accorreva maggiormente al suo passaggio e prestava attenzione alle sue grida erano le donne.
Veniva esclusa la necessità di apprendere notizie dai giornali che allora erano alla portata di pochi lettori.
Scrivere una storia del genere presuppone un lavoro di ricerche, di consultazioni magari con la gente che ha vissuto quei tempi, e non sempre è facile trovare del materiale, quindi qualcosa al riguardo potrebbe essere stato anche tralasciato, non per mia volontà, ma per il semplice fatto che utilizzando i miei ricordi non potrò mai arrivare a rivangare situazioni poi tanto passate .
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