La scuola materna comunale si configura come il I grado del sistema scolastico, proponendosi fini di educazione e sviluppo della personalità infantile e operando in un regime di armoniosa collaborazione con la famiglia.
RAPPORTI INTERORGANICI
Le scuole materne comunali dipendono dalla Ripartizione Pubblica Istruzione del comune.
LE SEZIONI
La scuola materna comunale è strutturata in sezioni. Ogni sezione accoglie alunni da tre a sei anni,
favorendo così opportunità di scambio e confronto fra bambini di diverse fasce di età.
Le sezioni non possono avere meno di tredici e più di venticinque alunni.
FORNITURA ARREDI E MATERIALE DIDATTICO
La scuola dell’infanzia è gratuita. E’ dovuto il pagamento delle quote contributive per i servizi domanda individuale di refezione e di trasporto scolastico riservato ove richiesto.
Onde consentire il pieno funzionamento delle scuole materne comunali, la Ripartizione P.I. provvede, dietro richiesta del personale docente, alla fornitura di arredi e di materiale audiovisivo
Provvede inoltre, annualmente, al fabbisogno complessivo del materiale didattico, di pulizia, di cancelleria e di consumo.
Questi sono alcuni punti che formano il regolamento vigente nelle scuole d’infanzia. Sono proprio quei punti in cui per quanto dichiarato c’è discordanza, con quanto accade nel nostro asilo e di cui i genitori si lamentano.
Oggi mandare un bambino all’ asilo, per una famiglia grottolese ,vuol dire avere una spesa che si aggira intorno alle 35 euro quasi mensili.
Questa cifra comprende :
- ACQUISTO DI MATERIALI DIDATTICI ( dai colori alle cartelline);
- FONDO CASSA ;
- ACQUISTO DI CARTA IGIENICA E TOVAGLIOLI (di una marca specifica);
- PRANZO GIORNALIERO;
Non meno importante è il numero di alunni in una sezione di pochi metri quadri, all’incirca 30 bambini.
Solo richieste, per esempio all’inizio dell’anno scolastico ai genitori è stato quasi imposto di far indossare ai propri bambini grembiulini bianchi e non colorati…
Questo è quanto le mamme lamentano.
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“Ci’ non vol’ fa’ ‘u migghjj, fasc’ ‘u migghjj è ‘u m-gghiar’.”
Chi rimanda una cosa da fare, dovrà farne il doppio
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