Vengono definiti precari a tempo indeterminato, i lavoratori in costante bilico di espulsione da un mondo lavorativo apparentemente saturo. La fascia di età della gente interessata è quella che va dai 20 ai 40 anni spesso con famiglie a carico e alti livelli di istruzione che vengono rifiutati nel mondo del lavoro. La vita non sembra loro sorridere eppure qualche novità in vista c’è…. e dal 2008 forse il divario che c’è tra nord e sud verrà ridotto.
1. Gli incentivi alle imprese del Sud
Arriva una riformulazione del credito d’imposta per l’occupazione nel Mezzogiorno. Costerà 200 milioni di euro per ciascun anno partendo dal 2008 sino al 2010 e porterà a 40-50 mila nuove assunzioni al Sud. L’emendamento stabilisce che ai datori di lavoro che nel 2008 assumeranno a tempo indeterminato giovani nelle regioni del Mezzogiorno (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abbruzzo e Molise) sarà concesso per il 2008, 2009 e 2010 ai datori di lavoro un credito d’imposta pari alla cifra di 333 euro al mese per ciascun lavoratore assunto.
Che cos’è il credito d’imposta e cosa significa il termine emendamento ?
E’ uno strumento agevolativo che consiste nel concedere uno sconto sulla tassazione complessiva delle imprese che effettuano investimenti su un territorio e in questo caso è finalizzato a favorire l’incremento dell’occupazione stabile e la creazione di nuove opportunità di inserimento duraturo nel mondo del lavoro.
L’emendamento, invece, modifiche,correzzioni apportate ad una proposta di legge.
In caso di lavoratrici donne il credito d’imposta aumenta a 416 euro.La norma, abrogata dal centro destra, è ora riproposta dal governo di centro sinistra è può portare a 40-50 mila nuove assunzioni nel 2008, a condizione, naturalmente, che ci sia la volontà di investire e ci sia ripresa economica. Questo emendamento, fortemente voluto in sede parlamentare, in ogni caso, ha trovato l’accordo del governo, ed è un incentivo importante per nuova occupazione nel Mezzogiorno.
Il credito d’imposta è di 4 mila euro per tre anni, elevato a 5 mila euro, sempre per tre anni, per l’occupazione femminile.
2. I precari nella Pubblica Amministrazione
L’emendamento alla Finanziaria 2008 recentemente approvato dalla Commissione Bilancio della Camera prevede che entro il 30 aprile del 2008 le amministrazioni pubbliche predispongano i piani per la stabilizzazione progressiva dei precari, coloro che hanno un lavoro instabile potrà essere inserito, non assumerà ruoli dirigenziali, ma saranno in servizio con contratto a tempo determinato.
Il costo dell’intervento è di 60 milioni di euro per tre anni (2008, 2009 e 2010). Gli uffici pubblici potranno assumere i lavoratori precari con contratti a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa che hanno lavorato per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente al 28 settembre 2007.
Infine, l’emendamento riporta al 40% dal 15% stabilito in Finanziaria 2008 il tetto entro cui le amministrazioni pubbliche possono avvalersi di personale con contratti flessibili.
Contratti a tempo non oltre i 3 anni.
I contratti a tempo determinato non potranno dunque superare i 36 mesi, dopodichè sarà possibile una sola proroga con la stipula presso la direzione provinciale del lavoro e l’assistenza di un sindacato tra quelli “comparativamente più rappresentativi” a livello nazionale. Nulla di nuovo sul fronte occidentale per tutte le altre forme contrattuali come i contratti a progetto.Vengono però esclusi da queste nuove norme i lavoratori impegnati in attività stagionali mentre è previsto un periodo transitorio di 15 mesi per coloro che hanno già avuto contratti con la stessa azienda ma non ha ancora raggiunto i 36 mesi complessivi.
Il Disegno di Legge, se riconfermato dalle sessioni parlamentari, entrerà in vigore con l’anno nuovo.
Queste in breve le novità per i giovani precari:
1. Contratti precedenti al 2008
Per quanti abbiano già accumulato precedentemente al 1 gennaio 2008 un certo numero di mesi di contratto a termine e che siano assunti dalla stessa azienda dopo il 1 gennaio 2008 è previsto che le nuove regole siano applicate dopo 15 mesi dall’entrata in vigore della legge, presumibilmente quindi da aprile 2009. Questo per risolvere il nodo di quei lavoratori a cavallo tra vecchie e nuove norme.”Il periodo di lavoro già effettuato alla data di entrata in vigore della legge si computa, insieme ai periodi successivi di attività ai fini della determinazione del periodo massimo, decorsi 15 mesi dalla medesima data”, dice il testo.
2. Contratti in corso
Rimarrà in vigore la vecchia disciplina invece per quei lavoratori attualmente occupati che hanno già un contratto in essere. In questo caso infatti le nuove norme si applicheranno solo nel caso l’azienda decida di rinnovare il contratto a termine.
3. Lavoratori Stagionali
Sono esentati dall’applicazione delle nuove norme invece i lavoratori stagionali le cui attività sono ricomprese nell’elenco contenuto nel Dpr del 1963 nonché di quelli che saranno individuati dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali.
Contratti a tempo indeterminato
I lavoratori che nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda abbiano prestato attività lavorativa per un periodo superiore ai 6 mesi hanno diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i succesivi 12 mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine.
Anche i lavoratori assunti a termine per lo svolgimento di attività stagionali hanno diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attivtià stagionali. Il diritto di precedenza può essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti in tal senso la propria volontà al datore di lavoro entro rispettivamente sei mesi e tre mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso e si estingue entro un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
Maternità “precaria”
Alle donne con contratti di lavoro parasubordinato viene garantita la piena tutela in caso di maternità. Contratti a progetto ed altre tipologie ricadenti nell’iscrizione separata Inps saranno soggetti quindi alla nuova disciplina.Il legislatore ha voluto garantire alle lavoratrici, qualora si trovassero in stato di gravidanza, il diritto-dovere di astenersi dal lavoro durante determinati periodi.
Astensione obbligatoria
I datori di lavoro dovranno concedere alle dipendenti a progetto (e categorie assimilate) di astenersi dal lavoro, secondo quanto disposto dall’art. 16 del decreto legislativo 151/2001: durante i due mesi precedenti la data presunta del parto e durante i tre mesi dopo il parto; ovvero durante il mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro; per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto; durante gli ulteriori giorni non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta.
Secondo il mio punto di vista non si tratta solo di ridurre il distacco tra il nord e il sud del nostro Paese, ma ho la piena consapevolezza che non si arriverà mai a stabilire una soluzione definitiva che permetterà di abolire la disoccupazione e quindi la possibilità a tutti di poter vivere degnamente senza la preoccupazione di essere sbattuto fuori dal luogo di lavoro anche senza giusta causa.
Non ci saranno d’aiuto la politica al potere, i numerosi sbarchi di clandestini, che oltre ad abusare della libertà che gli viene concessa nella loro permanenza in Italia, ci sfilano di mano opportunità lavorative, utili magari ad un cittadino italiano modesto di poter crearsi una famiglia e di più riuscirla a mantenere.
Non accetto quando viene detto che l’Italiano snobba il lavoro fatto da questa gente, per me sono stati gli extra-comunitari che hanno creato queste assunzioni figlie di una povera economia, o figlie di un capo sfruttatore. La figura del lavoratore è messa alle strette, per colpa del modo di gestirci degli “ALTRI”, io sinceramente vedo in una fase di decadenza il nostro Paese, non c’è ordine da nessun lato e figuriamoci se i politici pensano proprio a noi.
Per vivere ddegnamente dovremmo essere tutti imprenditori, tutti politici, tutti impiegati comunali o statali o si fa la fame….ma si spera sempre……
CONSIGLIO AI LETTORI: AFFINCHE’ L’ARTICOLO RISULTI PIU’ CHIARO NEL SIGNIFICATO DI ALCUNI TERMINI, SFOGLIARE GLI ARTICOLI NELLA CATEGORIA LAVORO E MAGARI LEGGERE L’ARTICOLO ” Le linee base della disciplina dei rapporti di lavoro”.
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