T.F.R. è il trattamento di fine rapporto, ha sostituito l’indennità di azianità e viene considerata come retribuzione, che viene differita al lavoratore alla cessazione del rapporto di lavoro, allo scopo di superare le difficoltà economiche conseguite al venir meno di un reddito di lavoro (ha una funzione previdenziale).
L quota che il l avoratore va ad accantonare annualmente si determina dividendo per 13.5 la retribuzione erogata al lavoratore nel corso dell’anno, prendendo in considerazione tutte le somme percepite, con esclusione di eventuli rimborso spese.
Accanto ad una funzione retributivo-previdenziale a favore del lavoratore, il T.F.R. svolge un afunzione finanziaria in favore dell’impresa rappresentando una forma economica di auto-finanziamento.
Dal 2008 però il lavoratore potrà scegliere di dirottare il suo T.F.R. per il finanziamento dei Fondi di previdenza integrativi della pensione.
Il lavoratore che ha un’anzianità di servizio di almeno 8 anni, con il rapporto di lavoro in atto, può richiedere al datore di lavoro l’erogazione, un’anticipazione del T.F.R., che sarà relativa al 70 % dell’importo già maturato, e gli sarà concessa solo se c’è la necessità di pagare cure mediche e se ha intenzione di acquistare una prima abitazione.
Dal 2000 possono richiedere l’anticipazione coloro che vanno in congedo (sospensione del rapporto di lavoro non retribuito) per la formazione che gli permette di aumentare i suo bagaglio culturale-professionale.
Alcuni contratti collettivi sono più elastici, in quanto si deve considerare che l’accantonamento del T.F.R. è una sorta di risparmio forzoso e un diritto di natura retributiva anche se differita nel tempo.
Ora con la nuova riforma è il lavoratore che decide la gestione del suo T.F.R. (quota di accantonamento annuale), tra il datore di lavoro (INPS), i fondi pensione, le assicurazioni e le banche, e potrà decidere a fine rapporto di lavoro se ricevere la quota accantonata sezionata mensilmente come pensione, oppure l’intero importo non frazionato.
Non mi sento di dare un mio parere molto pronunciato in questo caso, ritengo di non saperne molto a proposito, non avendo mai avuto esperienze, dall’esterno direi che mi sembrerebbe giusto che sia il lavoratore a scegliere a chi affidare il suo T.F.R.

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