Il 27 gennaio 2007 si celebra in tutta Italia il “Giorno della memoria “, istituito con la legge 211 del 20 luglio 2000, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
La Repubblica italiana commemora questa giornata perché fu la data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Shoah è un vocabolo ebraico che significa catastrofe, distruzione.
Esso è sempre più utilizzato per definire ciò che accadde agli ebrei d’Europa dalla metà degli anni Trenta al 1945 e in particolar modo nel quadriennio finale, caratterizzato dall’attuazione del progetto di sistematica uccisione dell’intera popolazione ebraica.
Tale progetto venne deciso e concretizzato dal Terzo Reich nel corso della seconda guerra mondiale; venne attuato con la collaborazione parziale o totale dei governi o dei movimenti politici di altri Stati; e venne interrotto dalla vittoria militare dell’Alleanza degli Stati antifascisti e dei movimenti di Resistenza.
Se invece i vincitori fossero stati la Germania nazista, l’Italia fascista, e altri Stati, non un solo ebreo sarebbe rimasto in vita nei territori controllati da questi.
La scelta della data, appunto, ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino arrivarono presso la città polacca di Auschwitz, scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti.
La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista.
Ricordarsi di quelle vittime serve a mantenere memoria delle loro esistenze e del perché esse vennero troncate. E la memoria di questo passato serve ad aiutarci a costruire il futuro.
PERCHÉ È OPPORTUNO RICORDARE ?
Perché …………..
1. Perché l’Olocausto è stato un tentativo senza precedenti e programmato nei minimi dettagli per colpire non solo un popolo, ma addirittura per cancellarne la cultura millenaria;
2. Perché l’Olocausto può aiutare tutti a riflettere sugli usi e sugli abusi del potere, sui ruoli e sulle responsabilità degli individui, delle organizzazioni e delle nazioni confrontate alla violazione dei diritti umani;
3. Perché l’esempio dell’Olocausto ha dimostrato come una nazione moderna abbia potuto utilizzare una tecnologia allora all’avanguardia e la sua infrastruttura burocratica per praticare politiche distruttive che andavano dall’ingegneria sociale fino al genocidio sistematico;
4. Perché l’Olocausto fornisce un contesto per esaminare il pericolo del silenzio e
dell’indifferenza di fronte all’oppressione;
5. Perché il 27 gennaio 1945 deve rimanere impresso nella memoria non solo come una vittoria sul nazismo, ma anche come una tremenda sconfitta della dignità umana.
Il giorno della memoria invita a guardare in faccia ciò che non si vorrebbe vedere, ciò che appare inconcepibile, un crimine che fu perpetrato con lucida freddezza e determinazione e nell’indifferenza di molte nazioni democratiche.
Per questo motivo il Giorno della Memoria è diventato, negli ultimi anni, un appuntamento che continua a rinnovarsi, a portare le persone a pensare, ripensare, conoscere e capire la portata di un evento tanto drammatico quanto importante, ancora nella nostra epoca, come l’olocausto.
Ovviamente la Shoah fu un evento storico correlato ad altri avvenimenti storici; per questo la legge italiana indica altri gruppi di persone la cui memoria va mantenuta viva: coloro che, a rischio della propria vita, combatterono il fascismo e il nazismo e coloro che comunque contrastarono lo sterminio e salvarono delle vite.
Molti Stati hanno istituito un “giorno della memoria”.
In tutta Italia si svolgeranno migliaia di manifestazioni, moltissime delle quali coinvolgeranno soprattutto i ragazzi delle scuole, che hanno già, o che dovranno leggere l’orrore di quei tempi sui testi di storia.
Dove ciò sarà possibile, i superstiti dei Lager porteranno la loro viva testimonianza.
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“U sol’ a ci ved scall’”
Il sole riscalda quelli che vede. Si ricompensano le persone che sono state più vicine
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