La fiera del 13 e del 14 ottobre è detta la fiera di San Luca .
Risale alla storia più vecchia del nostro Paese, all’epoca in cui l’Italia era divisa in regni,e quella che oggi si chiama Basilicata, era un territorio di appartenenza del Regno Di Napoli.
Le fiere di maggiore importanza in quel periodo erano tre, quella di Foggia, quella di Gravina, e la nostra, quella di Grottole. Furono messe a paragone e la nostra fiera venne considerata il 14 febbraio 1849 come la più antica.
Durava un mese ed i forestieri che vi partecipavano avevano l’obbligo di non poterla abbandonare prima del suo termine.
I feudatari percepivano il dazio della fiera di San luca e tra l’altro erano di solito recarsi per fare delle compere e aveva il privilegio di pagare la spesa al prezzo da lui voluto, oppure poteva decidere di non pagare affatto.
Vi prendevano parte i feudatari agevolati nel non pagare tasse per il loro privilegio, forestieri, e poi vi era il cosi detto Mastro Giurato, il giudice delle possibili controversie.
La fiera considerata come patrimonio fu venduta nel 1872 e con il susseguirsi delle dinastie nel 1906 fu deciso di limitare la sua durata ed istituire un mercato, quello del cinque e il venti di ogni mese.
Con il passare degli anni, il ruolo così rinomato della fiera di Grottole è andato sempre più scemando, sia per la sua durata (da un mese a quindici giorni, da una settimana a tre giorni) sia per il tipo di negoziazione.
Nella prima giornata dedicata alla casa e alla vendita degli utensili, la Piazza era colma di venditori e compratori, e porgendo lo sguardo verso i Cappuccini si poteva notare quanta gente si affannava ad arrivare a cavallo, percorrendo la via del fiume Basento.
La seconda giornata era dedicata all’esposizione e alla compravendita degli animali, le contrattazioni erano veloci, uno sguardo alla bestia, essenziale che poteva comprometterne l’acquisto.
C’erano i banchi dei venditori che con le loro grida esaltavano i loro prodotti e attiravano la curiosità di una moltitudine di donne che vi si recavano accompagnate dalle figlie per arricchire le doti per il matrimoni, nascondevano in petto il proprio denaro.
I bambini si dimenavano per le strade e cercavano di guadagnare un soldo offrendo in cambio un bicchiere d’acqua della fontana ai forestieri assettati dopo un lungo viaggio.
La terza giornata proseguiva allo stesso modo solo,ma la sera con le baracche in procinto di chiudere divulgavano luci e rumori diversi dalla mattina. Nell’ animo della gente cominciava così già l’attesa per la fiera dell’anno successivo.
Oggi la fiera dura due giorni, e sia l’uno che l’altro giorno è dedicato alla vendita di utensili per la casa, capi di abbigliamento, animali….
Per noi abitanti di Grottole sono due giorni di festa, ogni anno molta gente dei territori limitrofi ci si reca, non dura tanto come nel passato, ma ha per noi grande importanza.
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