Fulcro della società, elemento principale del futuro quanto del presente, non possono che essere i giovani.
Molte sono le parole che vengono spese su di loro, sia esse positive, sia esse negative.
L’obiettivo di questo articolo è quello di mettere sotto osservazione la vita dei ragazzi di oggi, cercando di capire se rispetto ai decenni passati hanno perso o preso responsabilità per quanto riguarda la propria vita, una volta raggiunta la maggiore età e attraverso i molteplici aspetti.
Analizzando la situazione generale è ben chiaro che ci sono situazioni differenti tra di loro, modi di pensare, comportamenti fatti con responsabilità ed altri fatti per il solo gusto di sentirsi ormai grandi.
Ma vediamo come si sono evolute le cose nel tempo, nella nostra società capace di creare e distruggere, di far amare e di far odiare.
Il sogno di un ragazzo maggiorenne è sempre stato l’auto,..sicuramente una scelta responsabile in quanto tante piu responsabilità ne comporta il suo mantenimento.
Altri ragazzi preferivano e preferiscono continuare gli studi .
Altri aspiravano e aspirano al lavoro.
Ecco cosa è cambiato oggi.
I ragazzi sono Superficiali, difficili, rozzi, violenti, ma anche solidali, intelligenti, svegli, pronti a rischiare.
Fanno della violenza il loro motto, della moda la loro arma preferita, il divertimento il loro scudo, l’anarchia la loro politica.
Non li distingui l’uno dall’altro, tutti vestiti uguali, tutti con la stessa mentalità.
Provando ad affrontare con loro un discorso incentrato sul pensiero, sulla vita: C’è necessità di un bel lavoro magari con poche responsabilità e che frutti bene.
C’è chi sente gia maturo per affrontare una convivenza, convivono in coppia in affitto con tutte le spese a carico ….Una scelta molto responsabile ma sicuramente non adatta all’età di diciotto anni, che significherebbe voler fare passi da gigante.
Il matrimonio è una cosa da vecchi a cui è meglio non pensare, è ormai superato. Va bene la convivenza e se va va , altrimenti si ritorna a casa. Si vive la vita da grandi, ma altri vivono ancora nella bambagia e nell’alone di estrema protezione fornito loro dalle famiglie, che li fa cullare, quindi minore responsabilizzazione dell’individuo. Non ci sono vie di mezzo; o tanto o niente. Ci sono giovani con la testa sulle spalle che vedono e vivono la vita secondo un’ottica diversa e molti altri purtroppo che vivono alla giornata.
Tante tentazioni, tanti sfizi, tanti consumi, troppa voglia di investire su se stessi e tanta facilità nel cadere, troppa voglia di ostentare per sentirsi piu grande e piu appagato nella società in cui vive.
Fingere di non vedere, fingere di non sapere, di non capire cosa ci succede, ci accade intorno, questa è la loro ignoranza che riecheggia nei loro animi. Non sanno cosa sia la responsabilità, la gestione, l’organizzazione.
Preferiscono vivere alla giornata, farsi condurre dal destino. Ma non tutti sono in grado di percepire gli aiuti che il fato offre, non tutti hanno gli occhi per vedere. Questo non lo sanno, eppure dicono di sapere già tutto. Hanno mille problemi, mille difficoltà. Fortunatamente sanno come ci si comporta nella vita, sono tipi duri che non mollano, sono sicuri di quello che dicono e di quello che fanno. Ciò nonostante alla prima seria difficoltà rischiano di cadere per mai più rialzarsi.
Se è vero che tutti i mali sono alla radice, parte di quella radice sono anche tutti quei giovani che definiamo profondi, meticolosi, diligenti, affidabili, perché non è giusto colpevolizzare solo una parte della nostra società.
La comunità moderna in cui viviamo non è frutto di una sola parte della società, ma è la creazione di tutto l’insieme che ha portato a risultati che tutti possono constatare nella vita quotidiana.
Molti giovani hanno il desiderio la voglia di cambiare il mondo, di spaccare, di renderlo un mondo migliore. Forse non ci riusciranno mai, ma è sempre bene provarci, crederci fino in fondo.
c’è davvero responsabilià in un giovane…?
Basterebbe pensare che una volta all’età di 23 anni con una moglie 20enne incinta si lavorava in fabbrica e si riusciva a mantenere una famiglia, le tentazioni erano poche e si cercava anche di raggirarle per evitare di cadere nel baratro.
Un detto dice che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Cio nonostante c’è chi ha la testa sulle spalle, chi fa passi proporzionati alle proprie possibilità, chi cerca di crearsi un futuro a piccoli passi, cercando di viversi comunque la sua età con i giusti principi.
Voi che ne pensate, il giovane di oggi è davvero piu responsabile del giovane di una volta?
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“Ci non sent’ ‘a mamm’ e attan’, fasc ‘ a mort’ du quan’”
Chi non ascolta i suoi genitori, fa una brutta fine
raffa
15 Settembre 2008 alle 19:45
Oggi come oggi, la responsabilità è praticamente inesistente in quasi tutti i campi la si voglia considerare.
Per esempio: prima una persona, un ragazzo in modo particolare, si diceva “responsabile”, come giustamente ha ricordato Lucy nel suo articolo, se lavorava, si sposava e metteva su famiglia; e lo stesso valeva per chi, prima di entrare nel mondo del lavoro, studiava per realizzarsi e per trovare un lavoro più prestigioso. Oggi una persona che riesce a fare questa vita, che riesce a costuirsi un domani sicuro, non viene definita “responsabile”, ma, ad essere buoni, “FORTUNATA”.
Poi bisogna considerare un altro aspetto: fino a pochi anni fa si aveva una linea di pensiero più o meno comune per cui si poteva giudicare il comportamento, lo stile di vita di una persona…Ora no, perchè se io dico che chi non si sposa, ma sceglie di convivere, è una persona irresponsabile, io sono “all’antica”.
A me pare tanto che la responsabilità non esista più per il semplice fatto che non esiste neppure solo teoricamente, non esiste più nella nostra testa.