Gli incidenti stradali per guida in stato di ebbrezza sono la prima causa di morte fra i giovani.
Il Governo, e in particolare il Ministro Livia Turco, che si è dimostrata sempre attenta al problema dell’alcol, per ovviare soprattutto alle “stragi del sabato sera”, ha emanato una legge che prevede l’arresto dei  conducenti il cui tasso alcolemico sia superiore a 0,8 g/l ed il pagamento di una multa se il tasso si mantiene fra lo 0,5 e lo 0,8. Il pacchetto messo a punto ai fini della sicurezza stradale prevede anche che non vengano venduti alcolici nei locali dopo le 2,00 di notte.
C’è chi parla di “proibizionismo”e in città come Milano proprietari e clienti di locali storici hanno dato inizio ad una protesta contro questo decreto. I gestori e i DJs hanno paura di trovarsi senza lavoro, anche perchè i giovani, in particolare i trentenni, decidono di riunirsi a casa fra amici, dove, a differenza di ciò che adesso accade nei locali, si può fumare e bere a qualsiasi ora. Sono gli stessi proprietari a proporre una diversa strada, quella dei controlli ( per diminuire i divieti, chiaramente), appoggiando, quindi, l’idea del Ministro della Salute, che vorrebbe controlli etilometrici davanti ai locali.
Tutti pensano all’Inghilterra, alla terra dell’ormai superato last drink, che ha abolito i limiti orari ed ha aumentato i controlli (10 milioni all’anno contro i 30 mila che si effettuano in Italia).
Il Ministro Turco auspica un cambiamento della cultura italiana: vorrebbe che nei ragazzi si sviluppasse un senso di responsabilità tale da portarli a sottoporsi spontaneamente al test).
Questa forse è un’utopia, ma non è altrettanto utopico bere alcolici, nei locali, dopo le due di notte, nel pieno rispetto delle leggi. Ci si può rifare alla tradizione anglosassone di fare un maxi-ordine di alcolici prima dell’ora “x”; oppure si possono usare i gilet appositamente fatti per contenere bottiglie e bottigliette; oppure, ancora, ci si può recare nei chioschetti abusivi, allestiti fuori dai locali, per fare rifornimento.
Ma la novità consiste nelle ampolline di plastica, quelle che bisogna tenere ben nascoste in tasca, ma che permettono di avere un cocktail fai da te a tutte le ore. L’ampollina, da 50 cc, viene riempita dai baristi di rum, gin o vodka, a piacimento del cliente. Tutto questo prima delle 2,00, naturalmente. Dopo le 2,00 si possono ordinare solo acqua tonica e coca-cola: non ci sono leggi che vietino un ordine simile! Piccoli inconvenienti: l’ampollina costa € 5,00, il cocktail bisogna farselo da soli e l’alcol entra comunque in corpo.
L’importante è rispettare la legge, no? E, se tutto va bene, non si viene neppure “sgamati”. È proprio il caso di dire: fatta la legge, trovato l’inganno.

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