Venerdì 12 ottobre in molte città italiane si sono riunite migliaia di studenti. Le varie associazioni studentesche hanno contato circa trecentomila adesioni di ragazzi pronti a scendere in piazza e ad esprimere il proprio dissenso nei confronti del ritorno degli esami di riparazione, i famigerati “esami di settembre”; il secondo motivo di protesta era quello dei numeri chiusi delle università ed infine si richiedevano anche più fondi per la scuola pubblica.
Alle numerose manifestazioni, svoltesi in tutt’Italia, il Ministro Fioroni ha risposto cercando di placare gli animi, assicurando, innanzitutto, che la scuola garantirà i corsi di recupero, ma anche affermando che questo provvedimento è del tutto lungimirante e quindi, anche se ora è difficilmente condivisibile dai ragazzi, sarà di certo utile a loro stessi un domani, soprattutto quando dovranno misurarsi con l’attuale problema dell’inserimento nel mondo del lavoro.
Insoddisfatti della risposta del Ministro, gil studenti sono decisi a perseverare nella loro protesta.
Il Preside di un liceo di Macerata ha inviato una lettera ai genitori di tutti gli scioperanti minorenni, avvisandoli che avrebbero dovuto accompagnare i propri figli a scuola il giorno seguente, altrimenti i ragazzi non sarebbero potuti entrare. Nella lettera ha anche suggerito altre forme di protasta, come le assemblee fuori dall’orario di lezione, o, come ha detto lo stesso Preside, «tutto quanto non penalizzi lo studio».
Un noto quotidiano regionale, parlando della protesta degli studenti materani, recita così: «La partecipazione alla manifestazione non è elevata; in tanti hanno deciso di farsi trovare o giungere con comodità nelle piazze materane, e diversi sono rimasti addirittura a casa».
Forse gli studenti dovrebbero preoccuparsi, prima di ogni altra cosa, di rispettare i loro doveri e fidarsi di più dei consigli e dei provvedimenti di insegnanti, presidi…e ministri!
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“Quann’ ‘u pòd-c s’ v-dì mmienz’ a’ farin’, s’cr-dì ‘u meggjj mm-j-nàr.”
Quando la pulce capitò in mezzo alla farina, credette di essere diventato il miglior mugnaio.
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