La sua struttura è considerata la più antica del territoro di Grottole, costruita per volere della Regina Giovanna, nel 1371, in seguito al propagarsi della lebbra e del morbo detto “Fuoco di Sant’Antonio”.

La sua edificazione fu successiva all’ Abbazia fondata nel territorio di Napoli.

In una descrizione risalente all’anno 1742, la struttura era circondatada vasti terreni, doni fatti al Santo, con alberi di mandorlo, di fichi, e alberi di querce.

Annessa a tale struttura c’era un ospedale, che decadde nel corso dei secoli XV e XVI e una piscina.

La struttura fu gestita dai monaci Viennesi, appartenenti all’ordine religioso del Tau, chiamati monaci Tappisti.

Chi si occupava di nominare il Rettore Del Santuario era il Cardinale di Napoli, che copriva anche la carica di Abate e Generale Precettore della badia di Sant’Antonio di Vienna, dopo aver avuto il consenso da parte del Sovrano.

Essendo la struttura situata a 14 km da Grottole e a circa 13 km da Grassano, la sua gestione è stata contesa fino all’ 800 da entrambi i comuni.

Da 60 anni ad occuparsi del Santuario sono i parroci di Grottole.

Sant’Antuono Abate viene commemorato da anni il lunedì e il martedì dopo la Pentecoste.

I fedeli in suo onore raggiungono il monte sul quale l’Abbazia sorge, il percorso di 14 Km di distanza dal centro cittadino di Grottole viene fatto a piedi, un pelleginaggio, ma nulla vieta di poterci arrivare in auto.

Da una parte del percorso in poi è possibile notare la presenza delle croci ai lati della strada, in memoria delle 14 stazioni della Via Crucis (tante quante furono le fermate di Cristo sotto il peso della croce, dal Pretorio di Pilato al Calvario).

Il rito continua sul monte dove vengono compiuti subito all’arrivo tre giri intorno all’Abbazia e lo stesso prima di ritornare al Paese.

I tempi della contesa sembrano oggi finiti, durante i due giorni di festività dedicati a Sant’ Antuono la presenza degli abitanti di un comune non esclude l’altra, anzi arrivano fedeli da Ferrandina ( che nel 1986 fecero ereggere un altare all’aperto a 400 metri dal Santuario), da Craco, da Salandra oltre naturalmente ai Grottolesi e i Grassanesi.

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