Il 14 gennaio a Roma presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, si è tenuta la Conferenza dei Servizi sulla centrale a Turbogas da 400 MW che la Basento Energia (Calpine-Forest Wheeler S.p.A.) vuole realizzare allo Scalo di Salandra_Grottole.
Ci sembra utile ribadire che il progetto oltre che discutibile dal punto di vista industriale, rappresenta un enorme pericolo per la Salute dei cittadini e dei lavoratori della ValBasento che già tanto hanno pagato la stretta dello sviluppo industriale. Cittadini e lavoratori che già negli anni passati hanno visto la loro salute fortemente minata dall’illusione della Chimica. Lo sanno bene le famiglie degli operai della Liquichimica, dell’Enichem Fibre e di molte altre aziende di Ferrandina e Pisticci che fanno ancora oggi i conti con le gravi malattie che lì hanno contratto. Lo dicono con chiarezza i dati che i medici dell’Istituto superiore di Sanità, ogni anno pubblicano su scala nazionale sull’evoluzione dei tumori, studi che ne confermano l’aumento esponenziale soprattutto in quest’area. Lo ribadiscono le innumerevoli iniziative di comitati, associazioni come l’“Associazioni Italiana Esposti all’amianto”, che con il loro costante e quotidiano lavoro si battono affinché queste malattie siano riconosciute e i loro danni risarciti. Ma non c’è risarcimento che soddisfi! In questi casi, non c’è royaltes che basti! Ed è questa indignazione che ci portiamo dietro ancora oggi e che ci fa ribadire che non siamo più disposti a far passare come progresso e sviluppo per tutti, gli interessi della multinazionale di turno. Pensavamo che un territorio come quello lucano avesse già scelto la sua vocazione, la sua direttrice di sviluppo energetico. Pensavamo che l’eolico di Grottole o il fotovoltaico a Grassano caratterizzassero le scelte energetiche di questo territorio e che la strada del rinnovabile desse la definitiva svolta ad un territorio già martoriato dall’inquinamento.
L’area della Val Basento è, a tutt’oggi, dichiarata sito d’interesse Nazionale dal Ministero dell’Ambiente. Sito, il cui livello d’inquinamento dei suoli e delle falde, oltre che esponenziale, è tale da interdire qualsiasi attività. Degli oltre tremila ettari di suoli da bonificare, circa 2850 sono stati stralciati, come se si fossero magicamente ripuliti. Pensavamo che in Val Basento si potesse insediare un grande “distretto del rinnovabile”, un centro di eccellenza nella produzione di energia pulita. Ricerca e sviluppo nel settore delle energie rinnovabili, come qualche imprenditore, virtuoso ma isolato, sta tentando di fare. Eccellenze e competenze per un nuovo, “sano” e deciso rilancio dell’area. Ed invece munnezza su munnezza!
Ma sciagurato anche dal punto di vista industriale, dicevamo, perché in un’area in cui le aziende chiudono e vanno via, a chi servirà tutta quest’energia? Non siamo certo nei grandi distretti industriali, dove le centrali, vengono impiantate perché devono far fronte ad una richiesta di approvvigionamento energetico, in loco e a basso costo, dal sempre crescente numero di aziende insediate. Ed ancora, quante unità lavorative attiverà questa centrale? L’azienda dice che a regime saremo nell’ordine della decina. Tutto qua! Qualsiasi altro progetto da 183 milioni di euro, avrebbe fatto sicuramente meglio!
Ma allarghiamo un po’ lo sguardo, magari le cose altrove vanno meglio. Beh insomma! A poche decine di metri dalla centrale a ciclo combinato di Basento Energia, sorgerà un’altra centrale, quella che servirà alla ricompressione del gas che la Geogastock intende stoccare nei pozzi dismessi dell’Agip. A qualche chilometro di distanza ancora un’altra Turbogas, quella di 800 MW della Sorgenia (della nostra tanto amata Eni)… Ed ancora a Ferrandina il trattamento di oli esausti dell’Ecoil. Ma non basta: le pseudo_biomasse di Tricarico e Ferrandina, centrali che dovrebbero bruciare scarti vegetali, ma che, in effetti, bruceranno rifiuti (CDR), non avendo l’intera Basilicata, nonostante i suoi quasi trecentomila ettari di bosco, tutta questa legna da bruciare. E poi nel Mercure, a Stigliano, a Grottole (contrada Bufalara), a Calciano (zona PIP), a Montalbano (contrada Cuccovia) cosa bruciamo? Quali biomasse?
Molto ci sarebbe ancora da dire e da osservare sulle vicende ambientali che riguardano la Basilicata, molto da rivedere sul PEAR (Piano Energetico ambientale regionale) che la Regione ha da poco approvato, ma soprattutto molto da difendere e tutelare dell’enorme patrimonio di biodiversità che ha il “giardino lucano”. Intanto pubblichiamo le osservazioni che come Circolo territoriale di Sinistra Ecologia e Libertà abbiamo inviato al Ministero sulla Centrale della Basento Energia.
Non contate sul nostro silenzio, ma solo sulla nostra rabbia!
Circolo territoriale di
Sinistra Ecologia e Libertà
Via Cairoli, n.3
75010 Grottole (Mt)
Al Ministero dello Sviluppo economico,
Dipartimento per l’Energia
Direzione generale per l’energia nucleare,
e energie rinnovabili e l’efficienza energetica
ex ufficio XII – Produzione di Energia elettrica
Via Molise n.2
00187 Roma
Al Ministero dello Sviluppo economico,
Dipartimento per l’Energia
Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche,
Via Molise n.2
00187 Roma
OSSERVAZIONI
OGGETTO: Osservazioni sul progetto di realizzazione di una centrale termoelettrica a ciclo combinato da 400 MW nel Comune di Salandra (MT), presentato dalla società Basento Energia S.r.l., con sede in Milano, piazza Duca d’Aosta, 4.
Premesso che:
Con l’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.125 dell’ 1 giugno 2009 del Decreto VIA n. 428 del 7 maggio 2009, il Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, ha autorizzato alla società Basento Energia S.r.l., appartenente al Gruppo multinazionale Calpine-Forest Wheeler S.p.a., la costruzione di una centrale termoelettrica a ciclo combinato della potenza di 400 MW in comune di Salandra (Mt).
Premesso che:
La società Basento Energia S.r.l., ha depositato presso la segreteria del Comune di Salandra (Mt):
Piano particellare relativo alla centrale e alle opere connesse
Planimetrie, con sovrapposizione catastale, relative alla centrale e alle opere connesse
A seguito della presa visione dei suddetti elaborati si propongono le seguenti osservazioni:
Considerato che l’ubicazione della centrale anzidetta è prevista allo scalo di Salandra-Grottole, a ridosso (circa 40 mt) della SS 407 Nuova Basentana, ad una distanza di 600 mt. dal fiume Basento, di 5 km dal centro abitato di Grottole (Mt) e di 8 Km dal centro abitato di Salandra (Mt).
Considerato che l’impianto sorgerà nella già martoriata area della Val Basento, già “Sito di interesse nazionale” ai sensi della L. 426/1998, individuato con la L. 179/2002 e perimetrato con D.M. 26.02.2003, per la quale, al momento, non ci sono né un’idonea caratterizzazione del livello di inquinamento, né tantomeno un piano programmatico degli interventi che si rendono necessari realizzare prima della costruzione della centrale.
L’utilizzo dell’area, infatti, come previsto dal decreto, è subordinato all’eventuale bonifica della stessa, della quale però, al momento mancano i presupposti.
Considerato che la centrale sorgerà a brevissima distanza (circa 200-300 mt.) da un altro impianto, di stoccaggio di gas e relativa centrale di ricompressione, già approvato dal Ministero dell’Ambiente con decreto VIA del febbraio 2009 ed attualmente in corso di Conferenza di Servizi per il rilascio della relativa concessione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.
Ed ancora a pochi chilometri, in territorio di Pisticci (Mt), sorgerà un’altra centrale termoelettrica di 800 Mw di cui la società Sorgenia S.p.A., con sede in Milano, ha già ricevuto autorizzazione con il Decreto VIA n. 427 del 7 maggio 2009.
L’addensansarsi quindi in un’area così ristretta, già inquinata e non bonificata (sede inoltre, negli ultimi anni, dell’insediamento di ulteriori attività industriali fortemente inquinanti) di queste ulteriori centrali produrrebbe un esponenziale aumento del rischio per l’ambiente e per la salute umana.
Considerato che il suddetto impianto di stoccaggio metanifero è stato utilizzato dall’Eni per circa cinquant’anni, e a tutt’oggi, prima di disimpegnarsi non ha provveduto a rendicontare sulle attività svolte. I suddetti pozzi, sono stati nel frattempo utilizzati impropriamente, tanto che la magistratura è già intervenuta, avviando un’inchiesta sugli sversamenti nel pozzo Grottole 11.
Considerato che l’emissione di fumi dal camino (di altezza 60 mt.) investirà immediatamente i comuni di Grottole e Salandra, e disperdendosi nell’aria potrebbe produrre anche a scala regionale ed interregionale, fenomeni d’inquinamento e gravi conseguenze per la salute umana. Infatti, come fatto rilevare nel parere trasmesso dalla Regione Basilicata in data 21 settembre 2005 a questo Ministero, la Commissione Nazionale per l’Emergenza Inquinamento Atmosferico (C.N.E.I.A.) fa notare che: la formazione di polveri PM10 a partire da alcuni inquinanti (NOX, SOX, NH3 e COV) è un fenomeno alquanto complesso, ancora in fase di studio; la valutazione di tale apporto deve essere attentamente effettuata tenendo in considerazione singole situazioni locali e meteo climatiche; la problematica ha anche riflessi sulle scelte di localizzazione degli impianti industriali, tra le quali le nuove centrali termoelettriche; infatti anche i turbogas che hanno notoriamente emissioni di polveri primarie trascurabili, presentano rilevanti emissioni di precursori (NOX) delle polveri PM10 che andrebbero adeguatamente valutate… Alla luce delle recenti informazioni scientifiche rese disponibili, le emissioni di NOX della centrale possono contribuire ad incrementare le concentrazioni in atmosfera di particolato secondario e quindi concorrere ad incrementare la formazione di PM10 che risulta inquinante critico a livello nazionale per i reiterati superamenti dei limiti di legge imposti… ed ancora che: in base a quanto sopra, pur valutando le potenziali interferenze tra l’esercizio dell’impianto in progetto e la formazione di particolato secondario, non si dispone di elementi certi per quantificare l’entità del fenomeno in assenza di modelli diffusivi affidabili da applicare a scala regionale ed interregionale…
Considerato che il raffreddamento ad aria e la conseguente dissipazione di calore prodotte, genererebbe un aumento delle temperature nelle vicinanze della centrale, variando il microclima dell’ambiente circostante e accelerando i processi di desertificazione a cui già la zona è soggetta.
Considerato che il consumo di acqua previsto per il funzionamento della centrale sarà pari a 298,8 m^3/giorno, valore elevatissimo se si pensa ai gravi problemi di carenza idrica che interessano queste aree.
Considerato che gli scarichi di vapore acqueo e gas non recuperato dal ciclo combinato nel fiume Basento, comporterebbero l’aumento di alcuni gradi della temperatura delle acque e conseguenti effetti negativi sulla flora e fauna presenti nel corpo idrico.
Pertanto alla luce di quanto evidenziato si
CHIEDE
L’annullamento delle procedure relative all’approvazione del progetto della centrale termoelettrica di Basento Energia S.r.l. e la revoca delle relative autorizzazioni.
Che tutta la procedura venga rinviata al Ministero dell’Ambiente per un’analisi congiunta dei progetti (Basento Energia,Geogastock, Sorgenia), tale da coinvolgere anche la Commissione Grandi Rischi del Dipartimento della Protezione Civile.
stampa articolo
|
invia ad un amico
Devi effettuare l'accesso per inserire un commento.
“Mmier’ da ‘ngann’, jacq’ da l’ calcagn’”
Il vino ti giunga pure alla gola, ma l’acqua non superi mai le tue caviglie
rozzlakaps
5 Febbraio 2010 alle 17:19
http://www.lucanianet.it/modules/news/article.php?storyid=2532
statv buon…e speriam!