Ci sono i lupi, gli agnelli e qualche parlamentare

4 Mag 2013 in: Attualità

Sembrerebbe l’ideale inizio di una qualche barzelletta, in realtà è il volto “nuovo” dello scandalo rimborsi.
Si sono conclusi da due giorno gli interrogatori di garanzia di tutti gli indagati che “inaspettatamente” si sono proclamati innocenti. Chi l’avrebbe mai detto che avremmo assistito a un tale colpo di scena?
Nessuno si è avvalso della facoltà di non rispondere, tutti hanno cercato di spiegare ai pubblici ministeri come malamente siano stati dipinti lupi loro che sono umili agnelli. Non è facile dimenticare le parole del gip successive alle varie ordinanze di custodia cautelare e di divieto di dimora con cui affermava che le prove prese in considerazione sono “oggettivamente incontestabili”. Eppure per i nostri assessori e consiglieri e per i loro legali si tratta di banali errori materiali non di fatti illeciti.
Gli interrogatori hanno avuto una durata variabile dall’ora e mezza alle 2 ore, alcuni hanno risposto in modo pacato, altri, a tratti, più concitatamente come sua signora “Lady Rimborso”.
I primi ad essere ascoltati, il 29 aprile, sono stati gli ex assessori Mastrosimone (Idv), appunto la Lady appena citata, e Viti (Pd) che ai pm ha detto di «non aver bisogno di quei soldi o di trovare piccoli escamotage». L’avvocato Buccico, difensore di Viti e per chi non lo ricordasse senatore Pdl dall’aprile 2006 all’aprile 2008 e sindaco di Matera in una disastrosa amministrazione dal giugno 2007 all’ottobre 2009, quasi un anno con la doppia poltrona, ha affermato al termine dell’interrogatorio: «Sono state chiarite con dignità tutte le posizioni equivoche perchè 50 anni di vita politica trasparente di Vincenzo Viti non possono essere dimenticate o cancellate da un’accusa che riguarda importi irrisori». Ai primi due ascoltati dai pm sono seguiti tutti gli altri, fino al 3 maggio, sempre con la recita dello stesso copione: errori materiali e spese ammissibili. Nonostante tutta questa innocenza sbandierata alcuni si sono affrettati a depositare “spontaneamente” assegni circolari per compensare il percepito non dovuto. Una vera consuetudine e vivo esempio di coerenza. Chi non ha mai letto di un indagato per omicidio che si professa innocente ed allo stesso tempo indica agli inquirenti qual è l’arma del delitto?
Fino ad ora gli inquirenti hanno disposto ordinanze e messo sotto la lente d’ingrandimento persone e fatti solo in riferimento al primo filone d’inchiesta riguardante i rimborsi spesa dei singoli consiglieri, “costi di rappresentanza e segreteria”, somme che alcuni hanno definito irrisorie, ma che nessuno ha affatto disdegnato. La Procura di Potenza sta continuando il suo lavoro verso la seconda parte dell’inchiesta riguardante i rimborsi ai gruppi consiliari, non più per così dire spiccioli, ma circa 500.000 euro all’anno divisi principalmente tra Pd e Pdl, ora attendiamo gli sviluppi.
Nel frattempo è accaduto anche che all’ormai governatore uscente Vito De Filippo sono giunte da più partiti sollecitazioni a rivedere le sue dimissioni, tutte le forze politiche presenti in consiglio regionale, eccetto due partiti, durante l’Ufficio di Presidenza gli hanno chiesto di revocarle, chissà perchè. Per fortuna Lazzaro non è resuscitato.
Se non bastasse e spostandoci nei palazzi della capitale, oltre alla nota nomina dell’ex governatore Filippo Bubbico a viceministro dopo già essere stato tra i 10 saggi, meritevole giustamente perchè in linea con la fruttifera politica lucana: indagato per abuso di ufficio; Antonella Inciso, esperta conoscitrice del palazzo e dei sui vizi, sulla Gazzetta del Mezzogiorno scrive: “nuovi particolari emergono dalle pieghe dell’inchiesta. E questa volta portano a Roma. In una nota di Guardia di Finanza e Carabinieri, allegata agli atti dell’inchiesta, infatti, spuntano i nomi di due parlamentari in carica e di un ex parlamentare: Maria Antezza (Pd) , Cosimo Latronico (Pdl) e Carlo Chiurazzi (Pd). Per gli investigatori per loro, come per gli altri consiglieri in carica dal 2008 al 2009, vi sarebbe stata «un’indebita modalità di calcolo e corresponsione del rimborso chilometrico» ed un «danno erariale complessivo di 406.705,87 euro». Danno erariale per il quale gli investigatori hanno chiesto alla Procura il nulla osta a trasferire gli atti alla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per le valutazioni del caso”.
Sono un po’ troppi gli agnelli incompresi.

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Uno scenario tutto lucano: desolante e imbarazzante

28 Apr 2013 in: Attualità, News

Dinanzi agli occhi dei lucani c’è “uno scenario desolante e imbarazzante”- così scrive nelle ordinanze il gip di Potenza Luigi Spina – dove è possibile “constatare un vero e proprio sistema di condivisa e diffusa illegalità, che appare caratterizzato da una tracotante convinzione di immunità”. L’aria è satura di cattivo odore di marcio, acre e intenso, un odore che molti si illudono essere sconosciuto fino ad ora e che altri continuano a voler ignorare. Tracotanza, imbarazzo e illegalità non sono più semplici parole o dubbi di visionari, ma fardelli di un sistema che è precipitato sotto gli occhi e l’indifferenza dei più. C’è poco da meravigliarsi se nella terra che ha consacrato il clientelismo ed il voto di scambio come punti di forza del sistema elettivo-amministrativo, la classe dirigente sia schiava dei propri peccati veniali.
All’alba dei tre arresti eccellenti ci aveva provato il governatore a restituire vitalità al cadavere giacente della politica lucana con le proprie dimissioni, con una lettera di elogio al caro estinto carica di valori elevati nella quale “la politica è una disponibilità di servizio agli altri, non una bramosia”, e la nomina di una nuova giunta capace di traghettare la regione fino alla tornata elettorale. De Filippo con le parole si è autoproclamato difensore della Basilicata deturpata, con i fatti ha fallito miseramente finendo iscritto nel registro degli indagati insieme a tutti i nuovi assessori.
Erano in 11 a prendere parte al corteo funebre, sono diventati 37 in pochi giorni. Accorrono in massa assessori, consiglieri ed ex: Vito De Filippo (PD, Presidente della Regione), Vincenzo Santochirico (PD, Presidente del Consiglio Regionale), Attilio Martorano (PD, Assessore Sanità), Marcello Pittella (PD, Assessore Attività Produttive), Nicola Benedetto (CD, Assessore Agricoltura), Luca Braia (PD, Assessore Infrastrutture), Roberto Falotico (UDC, Assessore Formazione), Enrico Mazzeo (GM, Assessore Ambiente), Antonio Autilio (IDV), Paolo Castelluccio (PDL), Giuseppe Dalessandro (PD), Prospero De Franchi (Popolari), Pasquale Di Lorenzo (FLI), Antonio Di Sanza (PD), Gaetano Fierro (UDC), Antonio Flovilla (UDC), Innocenzo Loguercio (PSI), Agatino Mancusi (UDC), Rosa Mastrosimone (IDV), Franco Mattia (PDL), Vilma Mazzocco (CD), Franco Mollica (UDC), Michele Napoli (PD ), Giacomo Nardiello (PDCI), Nicola Pagliuca (PDL), Mariano Pici (PDL), Antonio Potenza (Popolari), Erminio Restaino (PD), Pasquale Robortella (PD), Vincenzo Ruggiero (UDC), Donato Salvatore (PSI), Luigi Scaglione (Popolari), Alessandro Singetta (GM), Gennaro Straziuso (PD), Antonio Tisci (PDL), Mario Venezia (FDI), Rocco Vita (PSI), Vincenzo Viti (PD).
Dalle indagini che hanno preso in considerazione il biennio 2010-2011, a cavallo di due legislature, sono rimasti esclusi solo 10 eletti. Oltre ai 37 prodi eroi sopraccitati sono sotto indagine anche 3 collaborazionisti: un commercialista e due ristoratori con le accuse di false attestazioni.
Sul palco si urla per i lucani, nelle sale gremite si sbraita per i diritti di tutti ed i privilegi di nessuno. Nelle stanze del palazzo si chiede il rimborso per un “mini orsetto” da 5 euro e 90 cent. acquistato in Autogrill o per un pezzo di caciocavallo silano come ha fatto la Mastrosimone, nulla di più indispensabile allo svolgimento del proprio mandato.
Ma di quale prestigio godrebbe un assessore o un consigliere se non tiene mai ospiti a cena? Tanto ci pensano le casse della Regione a sostenere la spesa come è accaduto al consigliere Pagliuca per la sua cena milanese da 394 euro al ristorante argentino. Se mai il conto dovesse essere di qualche decina di euro meglio ancora, basta una penna, qualche numerino qua e la, ed ecco le 3 cifre: così da 23 a 230 o a 223. L’ex assessore Vincenzo Viti è un maestro del settore o come dice il gip “un vero ’specialista’ nell’allegazione di spese di ristorazione, e non solo, assolutamente non sostenute”.
Ci sono anche viaggi con famiglia ed amici, oggettistica di vario genere, rimborsi benzina esorbitanti, cambio gomme, ristrutturazione di abitazioni private, pasticceria e champagne per eventi privati, noleggio auto per le vacanze, collaboratori e consulenze fantasma. Giusto per citare le spese non dovute più frequenti sostenute dai nostri uomini delle istituzioni a carico dei cittadini di Basilicata.
Non sono gli urlatori o i media cosiddetti antagonisti ad alimentare il senso di avversità verso politici ed istituzioni, è la politica infettata dal vizio, come un virus, a far sorgere il bisogno di un antidoto.

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Le ulteriori indiscrezioni trapelate ieri dalle carte dell’inchiesta sulle spese della casta lucana erano solo il preludio al terremoto, non troppo inatteso, scatenato questa mattina dalla Procura del capoluogo. Tra ordinanze di misura cautelare e divieti di dimora il consiglio regionale è stato mutilato alla maggioranza ed all’opposizione: un vivo esempio di collaborazione bipartisan, di “governo” delle larghe intese dove tutti arraffano tutto e di cui il Presidente della Repubblica non debba essere molto fiero.
Il gip di Potenza con l’accusa di truffa e peculato ha disposto gli arresti domiciliari per l’assessore Vincenzo Viti del Pd, uomo che vive di politica, presenza costante nei palazzi che contano dal 1969 ad oggi con tre mandati parlamentari alle spalle, un ruolo da consigliere del Ministro Cardinale nel governo D’Alema (1998-2001) e del Presidente del Senato Franco Marini (2006-2008) oltre a vari mandati ed assessorati in regione; l’assessore esterno Rosa Mastrosimone (Idv), sovrana indiscussa e onnipresente della politica lucana da quando ne è entrata a far parte nel 2002 come consigliere del comune di Matera con l’UDEUR, eletta consigliere regionale nel 2005, ha iniziato un personalissimo iter politico nel 2008 con il fallimento del campanile di Mastella fondando prima un nuovo partito (Partito Alleanza Democratici di Centro) e passando poi nelle fila di Di Pietro di cui è segretario regionale dal 2010, pronta a tutto pur di non abbandonare i suoi elettori e schiodare il sedere dalla poltrona; ed infine il conigliere Nicola Pagliuca, capogruppo del Pdl e guida dell’opposizione in regione, almeno formalmente, già deputato di Forza Italia dal 1996 fino al 2000 quando abbandona la carica e lancia la sfida a Bubbico per il governatorato, uscendone malamente sconfitto, candidato mai eletto alla Camera nel 2001 ed al Senato nel 2006 e nel 2008, all’ultima consultazione regionale è stato (ri)candidato alla carica di Presidente della Regione dal centrodestra, sponsorizzato da Berlusconi come uomo del fare e giovane capace di cui la politica ha bisogno, mancava solo il famoso “volto nuovo”, e com’è andata è a tutti noto.
L’inchiesta coordinata dal Procuratore capo della Repubblica di Potenza Laura Triassi non si è fermata ai tre agli arresti domiciliari, ma ha portato al divieto di dimora per altri 8 uomini di potere di cui 7 consiglieri in carica Antonio Autilio (Idv), Paolo Castelluccio (Pdl), Agatino Mancusi (Udc), Mariano Pici (Pdl), Alessandro Singetta (Gruppo Misto), Mario Venezia (Pdl), Rocco Vita (Psi) e l’ex consigliere Vincenzo Ruggiero (Udc). Oltre alle disposizioni alle persone sono stati posti sotto sequestro anche i conti correnti per un ammontare complessivo di circa 100.000 euro.
Gli sviluppi dell’inchiesta stanno vanificando l’arduo impegno del governatore De Filippo con impasti e rimpasti di giunta a tenere compatto il suo regno, a non dover rinunciare al potere anzitempo mostrando al mondo come la fantomatica macchina perfetta sia solo un tappetto sotto cui nascondere la polvere. La gestione regionale del “far male” si è sfaldata e nel palazzo di via Verrastro sempre più deserto è rimasta solo la vigilanza a presidiare il baluardo di uno strapotere morente.

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Notizie dalla Basilicata

20 mag 2013  

Notizie dall'Italia

20 mag 2013  

(ANSA) - MATERA, 13 APR - Sono state 167 finora le persone decedute per malattie tumorali, su 300 casi segnalati, che hanno lavorato in passato nelle aziende dell’area industriale della Valbasento e, in qualche modo, sono state a contatto con l’amianto. Lo si e’ appreso oggi, a Matera, durante il convegno su ”Dignita’ e Giustizia per gli ex esposti della Valbasento”, organizzato dall’Associazione italiana esposti amianto della Valbasento.
Poche righe per raccontare ancora una volta del killer silenzioso della Valbasento e per provare a restituire dignità e giustizia alle sue vittime.
Lo scorso sabato presso la Mediateca Provinciale di Matera si è tenuto un incontro pubblico, organizzato dall’Associazione Italiana Esposti Amianto Valbasento (Aiea Vba) e da Medicina Democratica della Basilicata, dall’emblematico titolo “Dignità e Giustizia per gli ex esposti della Valbasento”.
Nell’ambito dell’incontro il segretario nazionale Aiea ha affermato: “L’amianto è un’emergenza sanitaria e ambientale nazionale che richiede giustizia per le vittime e riconoscimento, anche sul piano previdenziale, per chi è stato esposto, non meno di misure sanitarie, curative e di ricerca per chi viene colpito o è a rischio di esserlo; non ultimo un piano generale di bonifiche, definendo le dovute priorità, dei numerosi siti contaminati”. Al segretario nazionale ha fatto eco Mario Murgia, presidente dell’Aiea Valba, denunciando i numeri spaventosi degli esposti della Valbasento e affermando: “Una dignità che oggi può essere ritrovata solo se la Giustizia interviene . Ad oggi, nella nostra regione, sono oltre 300 i casi accertati di patologie oncologiche e non legate all’esposizione all’amianto, mentre i decessi finora registrati sono 167. Morti bianche dimenticate anche e soprattutto perché le patologie ad esso correlate possono insorgere anche a distanza di 40 anni dall’esposizione alle fibre d’amianto. Per questi lavoratori, per le loro famiglie, chiediamo che la Procura verifichi le eventuali responsabilità a carico dei datori di lavoro che hanno operato in Val Basento. Un intervento, quello dei magistrati, che sollecitiamo presentando una denuncia”. Concludendo l’incontro il presidente nazionale di Medicina Democratica ha esortato le famiglie a non restare nell’ombra, a dover pretendere l’adeguata giustizia, ha detto: “Comprendiamo bene quanto sia difficile per i parenti delle vittime essere parti attive in processi che si svolgono a distanza di anni. Si tratta di un’esigenza di giustizia: perché non siano “cittadini malati” che vivono la patologia come esperienza individuale, ma che affermino con forza che nessun altro possa sviluppare malattie per cause professionali”
Parole pesanti come giustizia, dignità, prevenzione, ricerca, bonifiche. Bisogni naturali di un paese civile e democratico. Ma i fatti?

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“2 giorni per scoprire l’Italia, 365 per amarla”

23 Mar 2013 in: Arte, News

XXI Giornata FAI di Primavera (23-24 marzo 2013)

(http://www.giornatafai.it/elenco-luoghi-aperti-2013.htm)
L’italia apre il suo patrimonio culturale e paesaggistico al mondo, oltre 700 luoghi da poter visitare oggi sabato 23 e domani domenica 24 marzo.

In BASILICATA:
PROVINCIA DI MATERA
-FERRANDINA-
PALAZZO D’AMATO – CANTORIO
Indirizzo: Via dei Mille, 75013, Ferrandina, MT
Orario: Sabato 23 e Domenica 24, ore 9.30 – 13.30 / 14.30 – 18.30
Note orario:
Prenotazione consigliata: tel. 338 4538935
Descrizione:
Risalente alla prima metà del ‘500 di proprietà dei De Leonardis fino al XIX secolo, il palazzo diventa dal 1862 dimora della famiglia Cantorio. Dal piano terra si accede al giardino, con le stalle e i magazzini. Il primo piano è caratterizzato dalle stanze, le sale e la galleria. In quest’ultima sono presenti diversi dipinti che portano la firma di D. Carella, tra i quali uno molto importante, il “Matrimonio di Bacco e Arianna”.
PALAZZO RIGIRONE LAUDATI (NELLA DENOMINAZIONE STORICA LISANTI)
Indirizzo: Via F. Nullo, 75013, Ferrandina, MT
Orario: Sabato 23 e Domenica 24, ore 9.30 – 13.30 / 14.30 – 18.30
Note orario:
Prenotazione consigliata: tel. 338 4538935. Apprendisti Ciceroni®: Istituto di Istruzione Superiore “F. Cassola”
Descrizione:
Il palazzo nel corso degli anni ha subito diverse e radicali trasformazioni ed ampliamenti, fino ad assumere l’aspetto attuale. All’interno danno particolare sontuosità quattro grandi sale caratterizzate da volte quasi tutte a padiglione decorate in stucco e oro riccamente dipinte con vivaci effetti di illusionismo ottico; sono infatti raffigurate scene di vita all’aperto, con cespugli e animali domestici, che fanno da contorno all’eleganti figure femminili.

-MATERA-
CASTELLO TRAMONTANO
Indirizzo: Via Castello, 75100, Matera, MT
Orario: Sabato 23 e Domenica 24, ore 9.30 – 13.30 / 14.30 – 18.30
Note orario: Prenotazione consigliata: tel. 338 4538935. Ingresso per gruppi massimo 20 persone con partenza ogni 15 minuti, solo su prenotazione: tel. 338 4538935
Descrizione: Il Castello, ubicato esternamente alla pianta urbana cinquecentesca, rappresenta il segno materiale e la memoria storica della presenza del conte Giovan Carlo Tramontano che ne avviò la costruzione agli inizi del XVI secolo sul colle del Lapillo. L’opera eseguita nel rispetto dei parametri costruttivi dell’ingegneria militare dell’epoca non fu mai portata a termine anche perché il conte, entrato in conflitto con la classe dirigente locale, fu assassinato dall’intera comunità cittadina.
Itinerario: Architetture ritrovate
OSPEDALE STORICO DI SAN ROCCO
Indirizzo: Via S. Biagio, 75100, Matera, MT
Orario: Sabato 23 e Domenica 24, ore 9.30 – 13.30 / 14.30 – 18.30
Note orario:
Prenotazione consigliata: tel. 338 4538935. Apprendisti Ciceroni®: Liceo – Ginnasio Statale “E. Duni”
Descrizione:
Vicino la Chiesa di San Giovanni Battista è ubicato l’ex Ospedale San Rocco, che incorpora la chiesetta del Cristo Flagellato. La struttura completamente manomessa nel corso dei secoli subisce una ridefinizione degli spazi originari nell’ultimo decennio dell’800. L’epilogo delle trasformazioni avviene negli anni ‘30-’40 con la ricostruzione della facciata, che comporta la definitiva chiusura dell’accesso esterno della chiesa del Cristo Flagellato.
Itinerario:
Architetture ritrovate
PALAZZO MALVINNI – MALVEZZI
Indirizzo: Piazza Duomo, 75100, Matera, MT
Orario: Sabato 23 e Domenica 24, ore 9.30 – 13.30 / 14.30 – 18.30
Note orario: Prenotazione consigliata: tel. 338 4538935
Descrizione: La famiglia Malvinni o Malvezzi uno dei più antichi ed illustri casati italiani le cui memorie mettono capo al XII secolo. Nel 1800 il Palazzo, subì un ampliamento con la realizzazione di un avancorpo concluso con le nuove facciate che finalmente avevano accesso diretto dalla Piazza del Duomo. Il Palazzo è uno dei più belli della Città, che conserva i suoi numerosi ambienti ed un lungo percorso che dalla piazza giunge allo spettacolare affaccio che si apre sul Sasso Caveoso.
Itinerario: Architetture ritrovate

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Al cinema oggi...

20 mag 2013  
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